martedì 16 maggio 2017

Melancholia, La Fine del mondo secondo Lars Von Trier

Credo che sia di fondamentale importanza parlare di un autore come Lars Von Trier, che, per quanto provocatorio sia il suo cinema e il suo modo di fare film, lascia sempre il segno con le sue opere, è inutile negarlo.
Oggi vi parlo a proposito di un film che è il secondo capitolo della trilogia della depressione, che racconta appunto la fine del mondo secondo il suo interessante punto di vista. Si tratta di un opera assai complessa, che ai normali spettatori, potrebbe risultare ostica.
Io l'ho trovata un opera rispetto ad Antichrist, di cui prossimamente ci sarà un articolo, decisamente migliore, e più coinvolgente su un piano emotivo, d'altra parte stiamo parlando di uno degli autori che non si accontenta di dare ciò che lo spettatore si aspetta da lui, Lars Von Trier è così, o lo ami o lo odi, non ci sono mezze misure, e come tale il suo cinema va preso, anche se vi fa infuriare, anche se ad un certo punto vorresti spegnere la tv, o buttare il dvd da un altra parte.
Ma sono espressioni tipiche di chi vive un opera  cinematografica, la respira, e in un certo senso apprezzo molto di più un regista che mi fa incazzare da un regista che mi prende in giro, infiocchettando film pseudoautoriali o presunti tali, in cui non succede nulla - un esempio concreto è Il Cavallo di Torino, in cui ne parlerò in seguito, anche per capire esattamente dove Bèla Tarr voleva andare a parare.
Precisando che per oggi parlo di Lars Von Trier, e mi limito a scrivere un articolo su Melancholia, le cui suggestioni visive vanno al di là di ogni possibile parere cinefilo e non.
Non credetevi che questo film sia una dolce commediola per famiglie...no perchè se credete questo vi dico subito che siete in una strada sbagliata.
Qui si parla di fine del mondo grazie alla collisione di un pianeta sulla terra, e in cui, non c'è possibilità di salvezza alcuna, il tutto è incentrato su due sorelle che devono vivere gli eventi prima con una forte depressione di colei che si sposa all'inizio, interpretata da una intensa Kirsten Dunst, poi la stessa deve aiutare la sorella a comprendere e accettare la fine di tutto.
Un film che sulla carta non è certamente per tutti, chiarisco e ribadisco il concetto, non è ovviamente un film di largo consumo che potete vedere con un pacchetto di popcorn in mano tanto per passare tempo, è un film lacerante, deprimente, ma allo stesso tempo sorprendente grazie al meraviglioso incipt con il Tristano e isotta di Wagner, in cui grazie ad una meravigliosa messa in scena capiamo che la fine è vicina, e che l'uomo, è soltanto un minuscolo essere come un animale in balia degli eventi, quasi come fosse la continuazione con un altra storia ovviamente, del discorso iniziato già con Antichrist, ma certamente meno disturbante.
Quello che colpisce in Melancholia è l'assoluta capacità di Von Trier non di capire l'essere umano, ma di accompagnare i protagonisti, e gli spettatori verso una inesorabile fine, di cui non c'è via di scampo.
La corsa inutile di Charlotte Gainsbourg, sotto la pioggia ne è la prova lampante di come l'essere umano non abbia compreso che è giunto ormai alla fine, e non c'è possibilità di salvezza alcuna, deve sottostare alla legge della natura, che ha deciso che è ormai giunta alla fine.
Forse è un capolavoro o forse no, fatto sta che non è certamente un film che dimenticherete tanto facilmente, questo è poco ma sicuro.
E' interessante notare che gli echi della fine si fanno sentire già al matrimonio di Justine, in cui la coppia esattamente dopo la cena del matrimonio inspiegabilmente si lascia, non prima che lei ha scopato con un ragazzo.
Poi arriva la depressione che termina esattamente alla consapevolezza che, si è giunti al capolinea, e sarà proprio Justine a fare capire a sua sorella che deve accettare il tutto.
Qui di seguito metto l'incipt al film, sempre che su youtube si trova ancora.


lunedì 8 maggio 2017

The Lobster

The Lobster è l'ultimo film di Yorgos Lanthymos ed è ambientato in un futuro distopico, dove se non trovi la compagna o il compagno, devi passare quaranta giorni in un albergo, per trovare la compagna giusta, e se non la trovi, devi decidere in che animale vuoi essere trasformato.
Yorgos Lanthymos in questo film viaggia su due terreni contrapposti, se da una parte c'è la società che ti impone una compagna, i cosidetti ribelli, non sono poi tanto diversi.
Loro a differenza rifiutano di essere accoppiati, e combattono per la libertà individuale, libertà che oviamente si contraddice con quanto loro combattono, perchè per come la pensi, loro sono l'altra faccia della medaglia della società sbagliata al quale si ribellano: come direte voi? Semplice, come la società, loro seguono un preciso rigore morale, pur scegliendo di essere liberi di stare soli, non accettano che i loro compagni trovano l'anima gemella, e quindi, chi si innamora va contro il loro regolamento e perciò deve essere bandito.
Ma cosa ci racconta Lanthymos con questo film, che per inciso fa una precisa critica sul controllo mentale da parte delle istituzioni e dei regolamenti imposti dalla società? Precisamente la sua messa in scena se così possiamo chiamarla, critica apertamente le regole rigide imposte dalla società, mettendo in scena l'uomo stesso e gli imprevisti della vita, che, naturalmente non possono essere controllati da nessuno, perchè è decisamente qualcosa di naturale che non può essere sottomesso a delle rigide regole della società
Semmai è proprio quella società da condannare, che impone agli uomini e alle donne rigide regole che non possono certamente seguire, perchè sarebbe impossibile una vita sottomessi a regole e comportamenti adeguati verso rigidi codici morali.
L'uomo ha bisogno di essere libero per proseguire la sua vita, deve decidere liberamente se stare con qualcuno oppure no, ma sotto sotto sappiamo che il regista greco continua un discorso già iniziato anni prima con il suo film Dogthoot, altra opera allucinante sul controllo mentale, di cui presto parlerò qui a ScreenCult, con un articolo degno di nota.
Un altro riuscitissimo film particolare, certamente non per tutti i gusti, ma che sicuramente lascia il segno criticando in maniera spiccata la società e i condizionamenti creati da essa per controllare l'uomo, che certamente non può sottomettersi a delle regole per raggiungere la felicità, regole che non sono neanche giuste.

Naturalmente io ci ho visto anche una metafora sul controllo dell'essere umano, per poter imporre loro il pensiero, e poter essere accettati dalla società che rifiuta cosantemente chi non la pensa come loro.
Resta il fatto che finalmente Lanthymos è sbarcato al cinema, e qui c'è un cast di attori di forte richiamo, che senza dubbio e nonostante tutto non tolgono nulla al progetto anzi, gli danno quel qualcosa in più che può fare di un film un grandissimo film; e scusate se è poco.
La morale della favola è dunque questa, tutti uguali è meglio anzichè avere una voce fuori dal coro. Il film comunque può risultare un po' pesante a chi non è abituato a un genere di cinema differente dal solito ma vale la pena vederlo, perchè primo fa riflettere sugli abusi della società riguardo agli esseri umani, poi perchè è una amara riflessione sul controllo delle vite altrui, per poter imporre il loro pensiero.
Può essere davvero qualcosa di allucinante se ci pensate bene.

Un nuovo inizio

E così ripristino anche ScreenCult, blog che ho aperto ma che non ho sviluppato come avrei dovuto, non fa niente, lo faccio adesso, tanto il tempo per ricominciare lo si trova sempre, sarà una nuova avventura che spero di poter approfondire nel miglior modo possibile, anche grazie a chi ama  il cinema d'autore, come ad esempio la sottoscritta.
Così come ho ripristinato il mio blog sul cinema horror, ripristino anche questo per renderlo attivo, e parlare appunto di cinema.
Cinema  cult, cinema indipendente, cinema d'autore, tutto in condivisione con chi apprezza questo tipo di cinema e vuole parlarne a cuore aperto.
Le recensioni ai film saranno come sempre alla fabbrica, questo blog come ho detto quando l'ho aperto è per gli approfondimenti, legati strettamente alle recensioni che piano piano spero di fare crescere come merita.
Ben ritrovati a tutti.

martedì 27 gennaio 2015

Film Cult - The Rocky Horror Picture Show

I film cult non appartengono solo al filone del cinema d'essai, o semplicemente definito cinema d'autore.
Molti film raggiungono lo stato di cult movie quando c'è un gruppo ristretto di persone che apprezzandolo lo trasformano in una reliquia, capace di trascendere il tempo.
E' il caso di The Rocky Horror Picture Show film che è diventato un mito dei musicals e che tutt'ora ha raggiunto lo status di film di culto grazie al passaparola di alcuni ammiratori che del musical e soprattutto di questo film.
Poche storie amici, dobbiamo pur riconoscere che il cinema è un mondo variegato, talmente profondo che si rischia di perdersi, spesso nella blogosfera si scoprono un sacco di pellicole che con il tempo sono state riscoperte e rivalutate, ne parlerò sempre in questo blog speciale, e scopriremo tante chicche.
Per quanto mi riguarda ho adorato questo film, sin dalla prima volta che l'ho visto, e pensare che da piccola credevo - per la parola horror - che fosse un film di paura, e invece no, è eccessivo, goliardico, ironico, gayo e tanto altro ancora.
Volete qualche esempio?
Provate a guardare questo film a tutto volume e capirete cosa voglio dire.
A Parigi c'è un locale che lo proietta da anni, ci sono persino gruppi di persone che ripropongono il musical in teatro, a Milano per esempio c'è stato un cinema che lo proiettò per trent'anni consecutivi.
All'epoca della sua uscita fu innovativo, e talmente fuori dagli schemi nel voler deridere i ruoli imposti dalla cosidetta "normalità".
Eppure c'è divertimento, c'è colore c'è allegria, e un susseguirsi di scene che richiamano l'allegoria sul sesso, ruolo centrale per un film talmente avanti per i tempi da trascenderli, per diventare un autentico cult movie.
Infatti nella classifica dei cinquanta cult movies di sempre di Entertainment Weekley viene piazzato al primo posto, precedendo This Spiral Tab di Rob Reiner e Freeks di Todd Browning.
Concludendo, The Rocky Horror Picture Show è un film che non morirà mai, un giorno anche i nostri figli e nipoti canteranno a squarciagola le sue canzoni, questo è poco ma sicuro.

martedì 20 gennaio 2015

Auguri a David Lynch

Auguri a David Lynch, che oggi compie 69 anni.
Uno dei massimi autori contemporanei viventi...presto un articolo a lui dedicato.

domenica 18 gennaio 2015

Rainer Werner Fassbinder

Uno dei massimi esponenti del cinema d'autore.
Un regista capace di creare una specie di nuova onda tedesca, autore prolifico di immenso talento, ha lasciato un eredità filmica di proporzioni gigantesche che vale la pena approfondire e conoscere.
Un autore difficile, controverso, specialmente con il suo ultimo film, capolavoro assoluto della settima arte che ha creato scalpore al festival di venezia, come ogni altro suo film.
Il film che preferisco da lui diretto - e ce ne sono tantissimi - ovvero quello che mi piace più di tutti è Marta.
Nessun regista al mondo è stato capace, almeno fino ad ora - e parlo per me ovviamente - di raccontare la violenza domestica psicologica come ha fatto Rainer Werner Fassbinder.
Provate a visionare Marta, e sono sicura che ne uscirete devastati dalla visione, ma di una cosa sono certa, una volta visto non lo dimentichi più.
Amo Fassbinder alla follia, ogni suo film ti entra dentro, e una volta visto vorresti continuare a vederne altri suoi film.
Questi sono i veri maestri da conoscere, questi sono gli autori con la A maiuscola capaci di smorzare le nostre certezze e distruggerle in mille pezzi.
Ogni suo film è un concentrato di sentimenti, sentimenti che poi esplodono nella storia in cui i personaggi si confrontano con il loro lato oscuro, o con il loro inferno privato.
Provate a vedere ad esempio anche Veronica Voss o Le lacrime amare di Petra Von Kant poi ditemi cosa avete provato dopo la visione.
Prossimo film che mi aspetta è un anno con tredici lune, e non vedo l'ora di parlarvene.
L'ultimo film si può dire è il canto del cigno, un opera sconvolgente divenuta il manifesto degli omosessuali, Querelle De Brest da vedere assolutamente senza falsi moralismi, e senza scandalizzarvi, prendetelo così com'è e sono sicura che lo amerete tanto quanto l'ho amato io, anche se non siete gay o lesbiche.
Il cinema di Fassbinder non è fatto per chi si accontenta, è soprattutto per quei cinefili che hanno voglia di esplorare film più ricercati, più autentici e umanisti, e vi assicuro che una volta cominciato a visionare i suoi film non potete più smettere.

mercoledì 14 gennaio 2015

Alps

Alps di Yorgos Lanthymos, quanti di noi hanno sentito parlare di questo film?
Come regista ancora sono in pochi a conoscerlo, ma sicuramente noi cinefili affamati di visioni abbiamo conosciuto tra i vari blogs i suoi film e recuperato le versioni sottotitolate, perchè in italia non sono ancora usciti.
Neanche un suo film è ancora uscito in Italia, e la cosa più scandalosa è che ti viene una rabbia a sapere che i suoi film li conoscono solo in poche persone perchè meritano di essere visti.
Innanzitutto con Alps ultima fatica del regista greco, abbiamo le tematiche già viste in Kinetta portate ai massimi livelli.
Il rapporto con la morte è visto con un assolutezza da rasentare l'immedesimazione dei protagonisti.
La tematica della violenza sempre presente nella cinematografia di Lanthymos, qui è portata all'estremo, e, come conseguenza di ciò si sottolinea anche il dolore dei protagonisti.
Un opera lancinante che si può vedere solo se si è muniti di un emule e di un masterizzatore, altrimenti la si può trovare in DVD originale, versione ovviamente originale se si trova coi sottotitoli siete fortunati a trovarla in DVD.
Alps è un film difficile e complesso, che colpisce per la sua spietata e lucida crudeltà portata fino all'estremo da un regista talentuoso, che meriterebbe  maggiore spazio qui da noi.
Chissà quando  potremo trovare un suo film in sala, in mezzo a tante cavolate, magari qualche opera impegnata la si può benissimo trovare non trovate?
Io credo di si, la speranza comunque è l'ultima a morire.
Speriamo che arrivi in sala presto anche dalle nostre parti.

Melancholia, La Fine del mondo secondo Lars Von Trier

Credo che sia di fondamentale importanza parlare di un autore come Lars Von Trier, che, per quanto provocatorio sia il suo cinema e il su...