martedì 27 gennaio 2015

Film Cult - The Rocky Horror Picture Show

I film cult non appartengono solo al filone del cinema d'essai, o semplicemente definito cinema d'autore.
Molti film raggiungono lo stato di cult movie quando c'è un gruppo ristretto di persone che apprezzandolo lo trasformano in una reliquia, capace di trascendere il tempo.
E' il caso di The Rocky Horror Picture Show film che è diventato un mito dei musicals e che tutt'ora ha raggiunto lo status di film di culto grazie al passaparola di alcuni ammiratori che del musical e soprattutto di questo film.
Poche storie amici, dobbiamo pur riconoscere che il cinema è un mondo variegato, talmente profondo che si rischia di perdersi, spesso nella blogosfera si scoprono un sacco di pellicole che con il tempo sono state riscoperte e rivalutate, ne parlerò sempre in questo blog speciale, e scopriremo tante chicche.
Per quanto mi riguarda ho adorato questo film, sin dalla prima volta che l'ho visto, e pensare che da piccola credevo - per la parola horror - che fosse un film di paura, e invece no, è eccessivo, goliardico, ironico, gayo e tanto altro ancora.
Volete qualche esempio?
Provate a guardare questo film a tutto volume e capirete cosa voglio dire.
A Parigi c'è un locale che lo proietta da anni, ci sono persino gruppi di persone che ripropongono il musical in teatro, a Milano per esempio c'è stato un cinema che lo proiettò per trent'anni consecutivi.
All'epoca della sua uscita fu innovativo, e talmente fuori dagli schemi nel voler deridere i ruoli imposti dalla cosidetta "normalità".
Eppure c'è divertimento, c'è colore c'è allegria, e un susseguirsi di scene che richiamano l'allegoria sul sesso, ruolo centrale per un film talmente avanti per i tempi da trascenderli, per diventare un autentico cult movie.
Infatti nella classifica dei cinquanta cult movies di sempre di Entertainment Weekley viene piazzato al primo posto, precedendo This Spiral Tab di Rob Reiner e Freeks di Todd Browning.
Concludendo, The Rocky Horror Picture Show è un film che non morirà mai, un giorno anche i nostri figli e nipoti canteranno a squarciagola le sue canzoni, questo è poco ma sicuro.

martedì 20 gennaio 2015

Auguri a David Lynch

Auguri a David Lynch, che oggi compie 69 anni.
Uno dei massimi autori contemporanei viventi...presto un articolo a lui dedicato.

domenica 18 gennaio 2015

Rainer Werner Fassbinder

Uno dei massimi esponenti del cinema d'autore.
Un regista capace di creare una specie di nuova onda tedesca, autore prolifico di immenso talento, ha lasciato un eredità filmica di proporzioni gigantesche che vale la pena approfondire e conoscere.
Un autore difficile, controverso, specialmente con il suo ultimo film, capolavoro assoluto della settima arte che ha creato scalpore al festival di venezia, come ogni altro suo film.
Il film che preferisco da lui diretto - e ce ne sono tantissimi - ovvero quello che mi piace più di tutti è Marta.
Nessun regista al mondo è stato capace, almeno fino ad ora - e parlo per me ovviamente - di raccontare la violenza domestica psicologica come ha fatto Rainer Werner Fassbinder.
Provate a visionare Marta, e sono sicura che ne uscirete devastati dalla visione, ma di una cosa sono certa, una volta visto non lo dimentichi più.
Amo Fassbinder alla follia, ogni suo film ti entra dentro, e una volta visto vorresti continuare a vederne altri suoi film.
Questi sono i veri maestri da conoscere, questi sono gli autori con la A maiuscola capaci di smorzare le nostre certezze e distruggerle in mille pezzi.
Ogni suo film è un concentrato di sentimenti, sentimenti che poi esplodono nella storia in cui i personaggi si confrontano con il loro lato oscuro, o con il loro inferno privato.
Provate a vedere ad esempio anche Veronica Voss o Le lacrime amare di Petra Von Kant poi ditemi cosa avete provato dopo la visione.
Prossimo film che mi aspetta è un anno con tredici lune, e non vedo l'ora di parlarvene.
L'ultimo film si può dire è il canto del cigno, un opera sconvolgente divenuta il manifesto degli omosessuali, Querelle De Brest da vedere assolutamente senza falsi moralismi, e senza scandalizzarvi, prendetelo così com'è e sono sicura che lo amerete tanto quanto l'ho amato io, anche se non siete gay o lesbiche.
Il cinema di Fassbinder non è fatto per chi si accontenta, è soprattutto per quei cinefili che hanno voglia di esplorare film più ricercati, più autentici e umanisti, e vi assicuro che una volta cominciato a visionare i suoi film non potete più smettere.

mercoledì 14 gennaio 2015

Alps

Alps di Yorgos Lanthymos, quanti di noi hanno sentito parlare di questo film?
Come regista ancora sono in pochi a conoscerlo, ma sicuramente noi cinefili affamati di visioni abbiamo conosciuto tra i vari blogs i suoi film e recuperato le versioni sottotitolate, perchè in italia non sono ancora usciti.
Neanche un suo film è ancora uscito in Italia, e la cosa più scandalosa è che ti viene una rabbia a sapere che i suoi film li conoscono solo in poche persone perchè meritano di essere visti.
Innanzitutto con Alps ultima fatica del regista greco, abbiamo le tematiche già viste in Kinetta portate ai massimi livelli.
Il rapporto con la morte è visto con un assolutezza da rasentare l'immedesimazione dei protagonisti.
La tematica della violenza sempre presente nella cinematografia di Lanthymos, qui è portata all'estremo, e, come conseguenza di ciò si sottolinea anche il dolore dei protagonisti.
Un opera lancinante che si può vedere solo se si è muniti di un emule e di un masterizzatore, altrimenti la si può trovare in DVD originale, versione ovviamente originale se si trova coi sottotitoli siete fortunati a trovarla in DVD.
Alps è un film difficile e complesso, che colpisce per la sua spietata e lucida crudeltà portata fino all'estremo da un regista talentuoso, che meriterebbe  maggiore spazio qui da noi.
Chissà quando  potremo trovare un suo film in sala, in mezzo a tante cavolate, magari qualche opera impegnata la si può benissimo trovare non trovate?
Io credo di si, la speranza comunque è l'ultima a morire.
Speriamo che arrivi in sala presto anche dalle nostre parti.

domenica 16 novembre 2014

Arca Russa - Analisi Film.

Alla fabbrica l'ho già recensito.
Stasera come primo post del blog parlerò del capolavoro di Alexandr Sokurov Arca Russa.
Un intero piano sequenza di poco più di novanta minuti, che scivolano via tutti d'un fiato.
Nella storia del cinema sono pochi i film che praticamente parlano sullo schermo, e Arca Russa è uno di questi film.
Di Sokurov, che apprezzo molto, non ho visto solo questo film, che è l'ultimo di una serie in cui ho lanciato uno sguardo, è un intera sinfonia di immagini che cavalcano raccontandola la storia della Russia.
Un opera surreale e fantastica allo stesso tempo, ma anche nostalgica, che viaggia attraverso il tempo e lo spazio, in un quasi non luogo, dentro una sinfonia di immagini e suoni quasi in presa diretta, con la macchina a spalla, quasi come lo spettatore si immergesse nella storia, e cavalca su un mare di emozioni sempre nuovi.
Questo film è un esperienza, che va vissuta fino in fondo.
Difficile trovare le parole adatte per raccontarlo con semplicità, bisogna guardarlo perchè è un esperienza, e proprio nella sua complessità si nasconde forse il suo segreto.
Cinema vuol dire anche questo, immergersi completamente in un film che può essere paragonato a un opera onirica, e uscirne completamente stravolti, e questo film è cinema, cinema allo stato puro.
L'arte, delle immagini rappresentano in questa opera di sconcertante bellezza un concerto onirico e visionario, inquadrato nella mdp di uno dei registi russi di maggior talento contemporanei.
Che aspettate ad avvolgervi nelle immagini di questo straordinario film?
Durante la visione seppi con certezza che stavo guardando un capolavoro assoluto, forse, e dico forse - devo ancora vedere altri film di Sokurov per esserne certa - questo è il suo miglior film.
Un film che può essere paragonato alla musica, visionario, sensazionale, unico, in cui anche lo spettatore può ritenersi uno dei protagonisti, eh beh che aspettate a vederlo?
Sono sicura che ne uscirete stravolti nella sua sorprendente bellezza.
Non a caso Sokurov è stato allievo di Tarkovskij.
Anche se da sempre rifiuta l'etichetta di erede con il grande maestro del cinema russo.
Ma dentro quell'arca russa, c'è forse l'essenza di una innovazione geniale che mi ha lasciata senza parole.
Il film è un esperienza da vivere, attivamente, non passivamente.

giovedì 4 settembre 2014

Dalla rubrica della fabbrica a un blog vero e proprio...Il Passo è breve

Questo blog è strettamente collegato alla fabbrica dei sogni, più di tutti gli altri blog che ho aperto, primo perchè rappresenta uno sviluppo maggiore della rubrica nata la scorsa stagione per far crescere la fabbrica, e si presenta come un approfondimento maggiore, quasi una summa della fabbrica.
Sarà sviluppato esattamente come The Kings of horror, ma tenendo presente che questo blog tratta di cinema d'autore, sperimentale, cult movie e via dicendo...vi sembra poco?
Forse è un esagerazione, ma ci penso dal mese scorso, chissà come si svilupperà la cosa, intanto benvenuti anche qui :)